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Società con debiti: rischi per amministratore, patrimonio personale, mutui e finanziamenti

Società in crisi: rischi per soci e amministratori, mutui, finanziamenti e patrimonio personale

Quando una società ha debiti, molti imprenditori si concentrano esclusivamente su quanto deve l’azienda.

Debiti fiscali, banche, fornitori, contributi, leasing.

Ma esiste una domanda ancora più importante:

cosa rischia personalmente l’amministratore di una società con debiti?

E soprattutto: continuare a essere socio o amministratore di una società che entra in una crisi sempre più grave può avere conseguenze anche sulla propria capacità di ottenere mutui, finanziamenti, affidamenti o credito per nuove iniziative?

La risposta richiede attenzione.

La crisi della società non determina automaticamente la responsabilità personale dell’amministratore né comporta automaticamente il blocco del suo accesso al credito.

Ma ignorare il problema e continuare a gestire una società che peggiora può aumentare considerevolmente i rischi.

Società con debiti: l’amministratore risponde personalmente?

Nelle società di capitali esiste normalmente una separazione tra patrimonio della società e patrimonio personale dei soci.

Questo principio, però, viene spesso interpretato in maniera troppo semplicistica.

Responsabilità limitata della società non significa irresponsabilità dell’amministratore.

L’amministratore non diventa automaticamente debitore personale di tutti i debiti societari.

Ma può essere chiamato a rispondere delle proprie condotte gestorie quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge.

Per questo bisogna distinguere sempre tra:

debiti della società e responsabilità dell’amministratore.

Sono due cose differenti.

Il rischio aumenta quando la crisi viene ignorata

Una società può attraversare un periodo difficile senza che questo determini necessariamente conseguenze personali per chi la amministra.

Il problema cambia quando emergono segnali importanti:

  • perdite rilevanti;
  • patrimonio netto negativo o fortemente ridotto;
  • capitale sociale eroso;
  • debiti fiscali e contributivi crescenti;
  • fornitori sistematicamente non pagati;
  • stipendi arretrati;
  • affidamenti bancari utilizzati integralmente;
  • decreti ingiuntivi e pignoramenti;
  • incapacità di rispettare regolarmente le scadenze.

Quando questi segnali diventano strutturali, continuare semplicemente come prima può essere la decisione più pericolosa.

L’amministratore deve conoscere la situazione della società e valutare tempestivamente quali iniziative siano necessarie.

La tua società sta accumulando debiti?

Non aspettare che la situazione diventi irreversibile.

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Essere amministratore di una società in crisi può incidere sul futuro?

Questo è un aspetto del quale si parla molto poco.

Le cariche societarie e numerose informazioni relative alle imprese risultano da registri e banche dati utilizzati nel mondo economico.

Banche, intermediari, assicurazioni del credito, fornitori e altri operatori possono utilizzare diverse informazioni per effettuare le proprie valutazioni.

Questo non significa che essere amministratore o socio di una società in crisi comporti automaticamente una segnalazione negativa personale.

Significa però che la storia imprenditoriale e societaria può concorrere, insieme a molti altri elementi, alla valutazione complessiva del rischio.

Società in crisi, mutui e finanziamenti

Immaginiamo un amministratore che oggi gestisce una società fortemente indebitata.

Domani potrebbe voler:

  • acquistare una casa con un mutuo;
  • richiedere un finanziamento personale;
  • finanziare una nuova società;
  • ottenere un leasing;
  • acquistare un’automobile finanziata;
  • ottenere nuovi affidamenti;
  • avviare una nuova attività imprenditoriale.

Quando viene richiesto nuovo credito, l’intermediario effettua una valutazione del merito creditizio.

Non viene considerato soltanto il reddito.

Possono assumere rilevanza anche esposizioni esistenti, garanzie personali, rapporti imprenditoriali e altre informazioni disponibili.

Una situazione societaria gravemente compromessa può quindi diventare un elemento da considerare anche nella futura capacità finanziaria dell’imprenditore.

Non significa automaticamente:

“Hai avuto una società in crisi, quindi non avrai più un mutuo.”

Ma pensare che la situazione societaria sia completamente irrilevante sarebbe altrettanto sbagliato.

Anche gli affidamenti esistenti meritano attenzione

Un finanziamento o un mutuo già concesso non viene automaticamente revocato perché una società amministrata dal cliente entra in crisi.

Tuttavia gli istituti di credito monitorano il rischio nel corso del rapporto.

Particolare attenzione deve essere prestata ad affidamenti, aperture di credito e altre linee che possono essere soggette a revisione periodica.

In presenza delle condizioni contrattuali e giuridiche previste, un intermediario può rivalutare il rapporto, richiedere ulteriori garanzie, ridurre determinate linee, non rinnovarle o procedere secondo quanto consentito dal contratto e dalla normativa.

Per l’imprenditore significa una cosa molto semplice:

quando la società entra in crisi, è opportuno analizzare anche i rapporti bancari personali e societari prima che il problema si aggravi.

Attenzione soprattutto alle fideiussioni personali

C’è poi una questione ancora più importante.

Le garanzie personali.

Molti imprenditori costituiscono una società di capitali pensando che il patrimonio personale sia completamente separato da quello aziendale.

Poi, nel corso degli anni, firmano:

  • fideiussioni bancarie;
  • garanzie per leasing;
  • garanzie per finanziamenti;
  • garanzie verso fornitori;
  • altre obbligazioni personali.

A quel punto bisogna verificare esattamente cosa è stato sottoscritto.

Cedere le quote o cambiare amministratore non cancella automaticamente una fideiussione già rilasciata.

Questo è uno dei motivi per cui SOSAZIENDA analizza la situazione prima di proporre qualsiasi operazione.

Aspettare può significare accumulare nuovi problemi

La domanda non dovrebbe essere soltanto:

“Quanto deve oggi la società?”

Bisognerebbe chiedersi anche:

“Cosa succede se continuo così per altri sei mesi?”

Se durante quei sei mesi aumentano:

debiti fiscali, fornitori, contenziosi, insoluti, perdite e azioni dei creditori,

la situazione che oggi potrebbe essere gestibile potrebbe diventare molto più complessa.

E soprattutto l’amministratore continua a essere responsabile della gestione effettuata durante quel periodo.

Uscire dalla società non significa cancellare il passato

Questo deve essere chiarissimo.

Cedere una società o cessare dalla carica di amministratore non cancella ciò che è accaduto precedentemente.

Ci sono eventuali responsabilità già maturate.?

elimina fideiussioni personali.? No

cancella debiti personali. ? no

elimina legittime informazioni storiche presenti nei registri e nelle banche dati.

Chi promette una cancellazione automatica del passato sta rappresentando la situazione in maniera sbagliata.

Ma questo non significa che uscire dalla società sia inutile.

Hai una società con debiti e stai valutando di uscire dalla gestione? SOSAZIENDA valuta direttamente l’acquisizione delle quote e il cambio dell’amministratore, anche quando sono già state avviate procedure per la gestione della crisi. Richiedi una valutazione riservata della tua società.

Al contrario.

La vera differenza è tra passato e futuro

Un’operazione societaria reale, documentata e correttamente formalizzata può delimitare nel tempo il coinvolgimento dell’imprenditore.

L’ex amministratore rimane naturalmente responsabile delle proprie eventuali condotte precedenti nei casi previsti dalla legge.

Ma non continua ad amministrare la società negli anni successivi.

Questa distinzione è fondamentale.

Il passato non può essere cancellato.

Il futuro, invece, può ancora essere gestito.

Vuoi capire se puoi uscire dalla società?

Prima di prendere decisioni è necessario analizzare debiti, bilanci, garanzie e situazione societaria.

Valuta la tua posizione con SOSAZIENDA

Uscire prima che la società precipiti può fare una grande differenza

Una società con problemi non è necessariamente una società destinata alla liquidazione giudiziale.

Quando si interviene per tempo possono ancora esistere diverse alternative:

riorganizzazione, ricapitalizzazione, cessione delle partecipazioni, cambio dell’amministrazione, liquidazione volontaria, cessione di attività o altre soluzioni consentite dall’ordinamento.

Quando invece si arriva all’ultimo momento, con una società completamente insolvente e sotto pressione dei creditori, le possibilità possono essere molto inferiori.

Per questo tempestività significa possibilità di scelta.

Liquidazione non significa necessariamente fine definitiva

Anche questo è un aspetto che molti imprenditori non conoscono.

La liquidazione volontaria, quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge, può essere revocata.

Una società posta in liquidazione non è quindi necessariamente destinata in ogni caso alla definitiva cancellazione.

In determinate situazioni la fase liquidatoria può consentire di mettere ordine nella struttura e verificare se esistano ancora concrete possibilità di soluzione.

Se vengono ricreate le condizioni necessarie, può essere valutata la revoca dello stato di liquidazione.

Se invece il recupero non risulta possibile, il percorso liquidatorio può proseguire.

Naturalmente la liquidazione non cancella debiti né può essere utilizzata per eludere creditori o obblighi di legge.

SOSAZIENDA può rilevare le partecipazioni e assumere la gestione della fase successiva

SOSAZIENDA non si limita a indicare all’imprenditore cosa potrebbe fare.

In determinate situazioni possiamo strutturare un intervento diretto.

Dopo l’analisi della società e quando esistono le condizioni per procedere, l’operazione può prevedere il rilevamento delle partecipazioni societarie e l’assunzione degli incarichi societari necessari da parte di soggetti qualificati della struttura.

L’intervento può avere carattere definitivo.

Oppure può essere strutturato per un periodo preventivamente stabilito.

Un periodo stabilito per cercare una soluzione

Questa seconda possibilità può essere particolarmente interessante quando la società, pur essendo in difficoltà, possiede ancora:

clienti;

attività;

contratti;

crediti;

immobili;

asset;

commesse;

o altre risorse che potrebbero consentire un recupero.

Durante questo periodo la nuova gestione, i soci, il precedente amministratore nei limiti del ruolo concordato e il team di professionisti possono lavorare per individuare una soluzione.

Si può tentare di:

  • riorganizzare la società;
  • recuperare crediti;
  • cedere determinati asset;
  • definire alcune esposizioni;
  • individuare nuovi soci o investitori;
  • cedere un ramo aziendale;
  • riequilibrare la struttura;
  • verificare la possibilità di riprendere l’attività.

Se esiste una soluzione, si cerca di realizzarla.

Se invece non esistono più condizioni concrete per il recupero, si procede secondo il percorso appropriato alla situazione.

Perché intervenire prima può proteggere il futuro dell’imprenditore

Non si tratta di nascondere una società in crisi.

Non si tratta di cancellare la storia societaria.

E non si tratta di sottrarre patrimonio ai creditori.

Si tratta di una cosa completamente diversa:

affrontare legalmente una situazione societaria prima che continui a peggiorare.

Per l’imprenditore questo può significare delimitare il periodo nel quale ricopre determinate cariche, interrompere la gestione futura, evitare di assumere nuove decisioni in una società che non è più in grado di gestire e concentrarsi eventualmente su una nuova fase professionale o imprenditoriale.

Non aspettare che siano gli altri a decidere

Quando una società entra in crisi, all’inizio è ancora l’imprenditore ad avere diverse possibilità.

Con il passare del tempo entrano sempre più frequentemente in gioco:

creditori;

banche;

Agenzia delle Entrate;

fornitori;

avvocati;

tribunali;

organi delle procedure.

Più si aspetta, più diminuisce lo spazio decisionale dell’imprenditore.

Per questo il momento migliore per affrontare una società con debiti è quando esiste ancora la possibilità di scegliere.

Società con debiti? Analizza prima la posizione dell’amministratore

SOSAZIENDA opera dal 1997 nell’ambito delle situazioni societarie complesse.

Analizziamo la società, l’indebitamento, la situazione patrimoniale, le partecipazioni, gli incarichi societari e le eventuali garanzie personali.

L’obiettivo è capire quale percorso sia concretamente praticabile.

Può significare recuperare la società.

Può significare riorganizzarla.

Oppure può significare uscire definitivamente dalla società attraverso un’operazione societaria correttamente strutturata.

Prima di decidere, verifica quali alternative hai ancora

Una società in crisi può compromettere molto più del valore delle quote.

Intervenire tempestivamente può essere determinante per evitare che il problema continui ad aggravarsi.

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SOSAZIENDA opera prevalentemente con società di capitali e dispone di soluzioni specifiche anche per società di persone.

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